IL GRANO DURO
A seguito della molitura del grano duro si otterrà:
- semola
- farina di grano duro
- crusca
- tritello
- farinaccio
Questo però solo in teoria, nella realtà la semola è una così esigua quantità che è come se non ci fosse. La normativa recente impone alla farina di grano duro il nome di semola, per cui la vecchia denominazione è stata eliminata.
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SEMOLA DI GRANO DURO
Per la crusca di grano duro non c'è richiesta, viene dunque macinata e accorpata al più fine tritello. Il farinaccio di grano duro è composto da una miscela di finissime scagliette di rivestimento esterno del chicco, e da farina.
Alcuni pastifici (che chiameremo X) producono un tritello e un farinaccio molto richiesti in zootecnia perché ricchi di farina (a destra nella foto).
Altri pastifici (Y) invece, tolgono dal tritello e dal farinaccio ogni traccia di farina, che poi utilizzano nella loro produzione, riuscendo ad estrarre da un quintale di grano fino a 75-80 chili di farina, contro i 65-70 chili dei pastifici X (farinaccio a sinistra nella foto).
Ovviamente, a causa della più bassa resa, oltre che per la qualità migliore, la pasta del pastificio X sarà più costosa della pasta del pastificio Y.
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FARINACCIO DI GRANO DURO
GRANO TENERO
In seguito a molitura di grano tenero otterremo invece:
- farina 00
- farina 0
- farina 1
- farina 2
- crusca
- tritello
- farinaccio
I numeri accanto alla definizione "farina" stanno a indicare il colore della farina. Più che di colore sarebbe, forse, opportuno parlare di assenza di impurità, perché è di questo che si tratta. La farina 00 è la più bianca in quanto priva della sia pur minima traccia di materiale di scarto.
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FARINA 00
Segue la farina 0, ancora bianca.
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Le farine 1 e 2 invece sono meno bianche delle precedenti e sono praticamente introvabili, un po' perché le materie di scarto sono impiegate in zootecnia e una crusca con un po' di farina è certo migliore di una crusca che sia solo secca buccia, e un po' perché siamo giunti ad una sorta di omogeneizzazione.
La crusca poi si trova in commercio anche come integratore di fibre.
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Per essere ancora più chiara vi racconto un mio ricordo di circa vent'anni fa. Allora la prima bianchissima farina che risultava, veniva definita "fiore" e nei pacchi con la dicitura "farina 00", finiva solo ed esclusivamente il fior di farina, per una produzione che, potete immaginare, era limitatissima.
In seguito al crescere della domanda è miracolosamente cresciuta anche la percentuale di fiore estraibile da un quintale di grano.
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